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Gli spazi a disposizione della nuova Tin di Rimini rispondono a precisi criteri architettonici, tecnologici ed assistenziali. Il reparto è dotato di 9 posti letto intensivi, corredati da attrezzature all’avanguardia, per fornire tutte le cure necessarie, dalla ventilazione meccanica, alla nutrizione
parenterale, al monitoraggio invasivo e non invasivo di tutte le funzioni vitali. Tutte le postazioni sono dotate di incubatrici ibride che permettono di evitare gli spostamenti del neonato da una postazione all’altra e che a seconda delle esigenze, si trasformano da lettino rianimatorio, a incubatrice da trasporto, termoculla, lettino chirurgico, riducendo significativamente la mortalità e morbilità nei pazienti più piccoli e fragili. Queste speciali incubatrici sono state dotate anche di un particolare software, denominato developmental care, cioè cura dello sviluppo, che permette di riprodurre, all’interno della incubatrice stessa la voce della mamma, come se fosse nel suo utero, di regolare la intensità e le gradazioni di colore della luce, di misurare e controllare il livello di rumore al suo interno. Un’altra caratteristica delle postazioni di TIN è la possibilità di monitorare in continuo, oltre al battito cardiaco, al respiro, all’ossigenazione, alla temperatura ed alla pressione sanguigna, anche la funzionalità e lo sviluppo cerebrale, in modo da cogliere precocemente eventuali alterazioni e mettere così in atto terapie farmacologiche o riabilitative. Il nuovo reparto è inoltre dotato di due stanze che possono accogliere fino 9 neonati bisognosi di cure semi-intensive e una stanza che può accogliere fino a 8 neonati bisognosi di cure non intensive. Una delle stanze intensive è stata inoltre attrezzata per potere eseguire al suo interno interventi chirurgici in TIN, evitando così di trasferire il neonato critico in sala operatoria. Vi sono poi 28 culle di accoglienza del neonato anche nel reparto di ostetricia e ginecologia, nell’ambito di un modello assistenziale definito rooming-in che non separa mai mamma e neonato dopo il parto in ospedale.

Ma la moderna neonatologia sta scoprendo che la tecnologia non può raggiungere i massimi risultati senza la relazione amorevole tra il neonato e la sua famiglia. Il nuovo reparto infatti è stato pensato come un luogo di cura aperto 24 ore su 24 in cui i genitori svolgono un ruolo fondamentale durante tutto il difficile percorso di sopravvivenza e di crescita. Adiacenti al reparto ci sono, ad esempio, ambienti a disposizione delle mamme, con camere dove dormire la notte e spazi diurni ricreativi in cui riposare, mangiare o rilassarsi insieme agli altri membri della famiglia. Un ambiente prezioso all’interno del reparto è la “family room”, uno spazio riservato ai genitori di neonati ricoverati per diversi mesi.
Un ulteriore aspetto che caratterizza il nuovo reparto è la cura della bellezza così che il luogo di cura non sia stressante e depersonalizzante.

L’opera di umanizzazione degli ambienti si lega ad un processo di cambiamento culturale: la cura della bellezza del luogo, non è un mero fattore
estetico, ma aiuta a lenire sentimenti di impotenza, fragilità e spesso di rassegnazione e paura di non farcela delle famiglie e aiuta anche il personale a ridurre lo stress e burnout legati al lavoro intensivo ed emozionale.
L’umanizzazione del reparto è stata resa possibile dalla forte sinergia con l’Associazione la Prima Coccola, a sostegno della TIN di Rimini, che ha convogliato le donazioni provenienti da tantissimi enti e soggetti privati per realizzare spazi pittorici e pannelli artistici retroilluminati nelle stanze di degenza, oltre che un soffitto dipinto a cielo. Fanno parte di questo progetto sostenuto da donazioni, la biblioteca di reparto ed un pianoforte messo a disposizione per quanti vorranno venire a suonare in TIN per i bambini e le loro famiglie.
Nel nuovo reparto troverà collocazione anche il centro di formazione internazionale NIDCAP, il quattordicesimo in Europa ed il secondo in Italia che nei prossimi anni potrà accogliere medici ed infermieri che vorranno formarsi in questo settore.

Sono circa 700-800 all’anno i neonati della provincia di Rimini o provenienti da altre province della Romagna, e dalle Marche che varcano la soglia della neonatologia/terapia intensiva neonatale. Si tratta di bambini pretermine, cioè nati prima della 37esima settimana di gestazione, e di neonati con rischio infettivo, nati da parto difficoltoso, con patologie congenite, con difficoltà a nutrirsi autonomamente, oppure nati da mamme con particolari patologie quali diabete, malattie della tiroide, ipertensione e altro.

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